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Barbaresco Asili 2013
Vini

di Roberta Ceretto

24 Novembre 2016

Portare Asili 2013 ad una cena tra compagni di scuola per vedere l’effetto che fa

Se c’è un vino che quest’anno ci ha dato grosse soddisfazioni, in termini di riconoscimenti della critica e di apprezzamento dei clienti, è l’Asili 2013: uno dei cru di Barbaresco più amati e ricercati nonché sede della prima cantina aziendale: correva l’anno 1973.

Quaranta anni dopo ci godiamo questo vino meraviglioso e per vedere l’effetto che fa, senza dire nulla a nessuno dei commensali, ne ho portata una bottiglia a cena con dei vecchi amici solo pochi giorni fa.

Ero curiosa di ricevere impressioni assortite da bevitori non addetti ai lavori, che di solito esprimono sensazioni con un linguaggio non codificato, emozionale. E niente di meglio di questo Asili per tentare l'esperimento. Copro la bottiglia per aggiungere un po' di suspence e, dopo un giro di bollicine, verso il vino in bicchieri a dire il vero non del tutto ortodossi.

Nel mentre, apro le note su Phone fingendo di scrivere un messaggio ma in realtà per appuntarmi qualche commento a briglia sciolta. "Si sente poco il profumo", "E' molto delicato, sembra buono", "Non riesco a capire se mi piace, non sono abituato a questi odori". Pensando a voce alta io avrei detto raffinato ed elegante ma fingo distrazione e taccio, continuando a prendere appunti: "E' corposo ma si beve bene", "Cavolo quanto allappa!", "Rimane un sapore buono quando lo butti giù". 

C'è un generale apprezzamento a tavola e questo mi rende felice: decido di scoprire la bottiglia e tutti rimangono sorpresi, quel genere di stupore che esce spontaneo quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci piace, magari anche un po' costoso (ma non necessariamente caro). Il problema è che adesso però devo inventarmi qualcosa per la prossima cena.