Focus A


Focus A

Cornoletame e cornosilice

Le attività agricole e vitivinicole delle nostre cantine sono certificate biologiche dall’annata 2015, un riconoscimento che si va ad aggiungere alla pratica biodinamica già applicata in quasi tutte le nostre tenute. 

Questo comporta l’impiego di prodotti naturali per la difesa dagli agenti patogeni e dagli insetti, per il controllo delle infestanti e per la fertilizzazione.
Un’agricoltura fondata sul rispetto del suolo e della biodiversità. 

Nel sottosuolo di questa piccola tartufaia si produce il preparato 500
o “cornoletame” che insieme al preparato 501 o “cornosilice” sono due preparati biodinamici fondamentali.

 

Il Cornoletame (500)

Il 500 si prepara a partire da “buse” di letame fresco provenienti da malghe di Castelmagno. I corni di vacca, riempiti di letame, sono sotterrati nel bosco in autunno e vi rimangono fino ad aprile: a questo punto si presentano sotto forma di terriccio inodore che viene conservato in un vasetto posto in apposite cassette di legno, isolate da uno strato di torba. 

Prima della distribuzione dev’essere “dinamizzato”, ovvero diluito in acqua e mescolato con un movimento a vortice, in senso orario e antiorario, per almeno un’ora.

  • Prendere letame di malga fresco
  • Inserirlo dentro il corno di vacca
  • Sotterrarlo nel bosco autunno/inverno
  • Conservarlo in barattoli
  • Diluirlo nell’acqua ruotando in un verso e nell’altro

 

Il Cornosilice (501)

Il 501 si prepara polverizzando quarzo bianco che viene poi impastato con acqua e inserito in corni di vacca, poi sotterrati nel bosco. Una volta estratto, si diluisce, dinamizza e si nebulizza sopra al fogliame della pianta, in giornate di cielo terso.
I raggi del sole, attraversando il composto, creano un effetto prisma che amplifica l’effetto stimolante della luce sulla vegetazione.

  • Prendere cristalli di quarzo e polverizzarli
  • Inserirli dentro il corno di vacca
  • Sotterrarlo nel bosco primavera/estate
  • Vaporizzarlo sulle piante