Focus E


Focus E

Trattamenti

Nessun diserbante, nessun anticrittogamico né fertilizzante di sintesi viene impiegato per la cura delle coltivazioni che vedete intorno a voi: sono stati tutti sostituiti da preparati di origine naturale, seguendo il disciplinare di agricoltura biologica e i principi della biodinamica.

Eccone alcuni esempi:

Vigna

MARZO

Ferormoni: attivi nella lotta alla tignola, sono inseriti sui fili delle vigne sotto forma di placchette a rilascio graduale, e creano confusione sessuale.

APRILE

Raccolta a mano delle nottue: questi bruchi di farfalla notturna si cibano delle gemme appena germogliate, particolarmente di Nebbiolo, e vanno staccati dopo il calar del sole.

MAGGIO-LUGLIO

Rame: in proporzione 30-50 mg/m2 (un quantitativo addirittura inferiore al limite imposto dal disciplinare di agricoltura biologica) è usato contro la peronospora
in sinergia con tisana di ortica, tisana di equiseto ed estratto di cicoria.

Zolfo: attivo contro l’oidio si impiega da solo oppure in associazione a bicarbonato di potassio, chitosano ed estratto di scorza d’arancia amara.

GIUGNO-AGOSTO

Piretro: fotolabile, viene dato al calar del sole con un effetto che dura fino al mattino successivo; è attivo in particolare contro lo Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata.

 

 

Serra/Orto

TUTTO L’ANNO

Fungo tricoderma: produce un film protettivo che protegge le radici delle piante e le fortifica.

Bacillus thuringiensis: batterio inoculato dormiente in acqua acidificata si risveglia e viene cosparso con atomizzatore; è attivo sui lepidotteri.

Azadiractina: estratto dei semi dell’albero di Neem, insetticida.

 

Compostaggio:

Il letame fresco, da solo, non basterebbe a svolgere la necessaria funzione fertilizzante del suolo: la carica di microorganismi “utili” al suo interno, infatti, è troppo bassa. Per questo già anticamente è stato introdotto il compostaggio che prevede l’inoculazione del letame con “bombe” di sostanza organica attiva, 100% naturale. Il letame è ammassato in cumuli triangolari detti “andane”, come quelli che vedete a pochi passi da voi, e coperto con paglia così da generare una temperatura interna favorevole alla fermentazione (la temperatura viene controllata regolarmente). 

Al suo interno viene introdotto un composto che contiene i preparati biodinamici dal 502 al 507: achillea, camomilla, ortica, quercia, tarassaco, valeriana. Il cumulo viene girato 1-2 volte l’anno: dopo 6 mesi il compost è pronto sotto forma di terriccio inodore, ricco di microorganismi e lombrichi, e a fine vendemmia viene distribuito tra i filari.