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Alla scoperta della Tenuta Monsordo Bernardina

La cultura del paesaggio è da sempre benzina, ingranaggio e motore del sistema Ceretto.
Un paesaggio unico, cesellato nel corso dei secoli dall’incontro tra il lavoro della natura e l’intervento dell’uomo e iscritto da Unesco tra i siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’insieme delle colline, delle vigne, degli orti coltivati, dei noccioleti e degli edifici che compongono la Tenuta Monsordo Bernardina, va letto come un libro. Seguendo il percorso studiato appositamente per voi, scoprirete il senso della famiglia Ceretto per l’agricoltura e la viticoltura sostenibile, la passione per la gastronomia, l’arte e l’architettura. Elementi inestricabili che dialogano, immersi in un suggestivo teatro naturale, dipinto dalle quattro stagioni con colori e profumi 
sempre diversi.

Istruzioni
Il percorso di Wine Trekking è guidato e comprende una visita della cantina con degustazione di 3 vini.
La prenotazione è obbligatoria, da effettuare in cantina oppure tramite il numero 0173 285942
Per la natura del percorso si consiglia l’uso di scarpe da trekking o simili.
Il percorso non presenta difficoltà di esecuzione, ma si consiglia comunque la massima prudenza, in particolare se accompagnati da bambini.
Lungo il percorso sono dislocate panchine per il riposo e la contemplazione del paesaggio.
Le tappe dell’itinerario sono marcate da un’apposita segnaletica con approfondimenti, illustrazioni e consigli per una migliore esperienza. Oltre alle informazioni specifiche troverete una serie di icone che invitano di volta in volta a osservare da vicino, assaggiare, far vagare lo sguardo: lasciatevi guidare.
L’itinerario attraversa il cuore di una Tenuta dove l’uomo raccoglie rispettosamente i frutti della natura: aiutateci a preservarne la bellezza evitando di gettare a terra carta, mozziconi di sigarette e altri rifiuti.

La storia della Tenuta Monsordo Bernardina
Una tenuta ottocentesca, già cara a Vittorio Emanuele II di Savoia: da qui la vista abbraccia il territorio di tre docg, Roero, Barolo e Barbaresco. L’antico casolare, con i suoi 100 ettari, è stato affittato dalla nostra famiglia nel 1989 (nel 2000 l’acquisizione) e gradualmente trasformato in quartier generale: qui coesistono azienda agricola, produzione e affinamento delle principali etichette, uffici e logistica. Nel 2009, assecondando la spinta creativa che anima tutti i progetti artistici e architettonici di casa,
si è completato con la costruzione dell’Acino, un’installazione permanente affacciata sulle vigne e il paesaggio, diventata il centro nevralgico delle operazioni di accoglienza in cantina e di scoperta del territorio.