Bio


Enologia e agricoltura sostenibile.

I nostri vigneti sono coltivati secondo il modello dell’agricoltura biologica, che evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, secondo un modello di sviluppo sostenibile per la natura e per l’uomo, che possa durare nel tempo.

Il termine Agricoltura biologica indica un metodo di coltivazione che ammette l’impiego di sole sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Tutti i nostri vigneti (160 ettari totali) sono stati convertiti, dal 2010 ad oggi, ad agricoltura biologica. Una scelta rivoluzionaria che cambia radicalmente i metodi di conduzione dei vigneti, volta ad un maggiore rispetto del suolo, delle uve e dell’uomo. Nel 2016 abbiamo ottenuto con la vendemmia 2015 la Certificazione e i primi vini bio sono stati imbottigliati.

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In sintesi alcune metologie
che applichiamo ai nostri vigneti

Metodi di difesa di carattere biologico: minime quantità di rame, antiperonosporico, zolfo antioidico, piretro naturale contro gli insetti. Ovviamente nessun utilizzo di diserbanti e concimi chimici.

Utilizzo dei preparati biodinamici 500 e 501, rispettivamente corno letame e corno silice preventivamente dinamizzati. Elaborazione di sostanze vegetali e animali che hanno lo scopo di migliorare la vitalità del suolo e stimolare la capacità fotosintetica delle piante.

Utilizzo di compost, letame fatto maturare in cumuli, con l’utilizzo di preparati da cumulo biodinamici. Operazioni agronomiche (es. potatura) rispettando il più possibile i calendari lunari.

Semina tra le file dei sovesci, ovvero miscugli di graminacee, leguminose, brassicaceae, etc, con lo scopo di migliorare la struttura del terreno e la sua fertilità.

Lavorazione a filari alternati per evitare al massimo la compattazione e l’erosione del terreno.

La biodinamica

Un approfondimento del metodo biologico avviene poi con l’approccio biodinamico il cui principio cardine è il considerare sempre la complessità del suolo inteso come organismo. Questo modello, ancora più radicale del biologico, cerca di ristabilire i legami tra pianta e natura che la ospita rinforzandone le difese, a differenti stadi. Un concetto, una specie di filosofia e un modo di operare al quale ci siamo avvicinati già agli esordi del millennio e che ha dimostrato di apportare notevoli miglioramenti in termini di salubrità dei nostri vigneti e vini. Praticare la biodinamica comporta in primo luogo rivedere la propria attitudine col mondo che ci circonda per ritornare all’origine e per far rivivere la terra.

Negli ultimi decenni l’agricoltura ha visto applicare regole e usi tipici dell’industria volti esclusivamente alla produzione, a discapito della relazione con la natura. Si è persa così la tipicità e la varietà in favore della specializzazione e della quantità. Con la biodinamica vogliamo creare un cambio di rotta, una piccola grande rivoluzione, impegnativa ma entusiasmante, perché permette di osservare ogni giorno da vicino lo spettacolo della natura che vive e cresce in armonia con l’ecosistema circostante senza aiuti di sintesi chimica, utili nel breve ma deleteri nel lungo periodo.

Nel 2010 abbiamo iniziato a seguire questo approccio nel Barolo e nel Barbaresco: oggi sono condotti in biodinamica tutti i nostri cru, a cui vanno aggiunti i vigneti della Tenuta Monsordo Bernardina, per un totale di circa 30 ettari. Dati i risultati positivi emersi dalle prime verifiche, il nostro obiettivo per il futuro è di arrivare a coltivare in biodinamica la totalità della nostra superficie vitata, con le dovute tempistiche che la comprensione di questo approccio richiede.
Sono 160 ettari, una grande sfida che rivoluzionerà positivamente la storia dei nostri vini, favorendo al contempo il ritorno ad una terra sana, rigogliosa, forte e in pieno equilibrio con l’uomo.

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